Thank you, for our wonderful life together

Stasera non riesco a chiudere occhio. La nostra vita insieme mi scorre davanti agli occhi come in un film, ed è un film di cui non conosciamo ancora la trama. Ci vedo insieme che costruiamo qualcosa di bello insieme, qualcosa di cui andare fiere. Ci vedo accogliere ed educare una bambina sfortunata, insegnarle i nostri mestieri e ad amare e rispettare la nostra terra. Ci vedo alla fine di una lunga giornata, tu che mi abbracci alle spalle mentre finisco di rassettare ed io che ti sussurro “Grazie. Grazie per questa vita meravigliosa. E per la consapevolezza dell’unicità e della preziosità di ogni attimo. Se potessi vivere per sempre, sceglierei ogni attimo te, e questa nostra vita insieme”.

Dolce notte mia gioia…

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Stanotte ti ho sognata. Probabilmente perché ieri ho visto una ragazza sull’autobus ed ho trovato che ti somigliasse molto. Ed ho constatato di essere stata per molto tempo innamorata di te senza neanche rendermene conto, perché la mia parte razionale voleva odiarti, ed io davo ascolto solo a lei, allora. Nel mio sogno piangevi, e mi abbracciavi, ed io esultavo per questo, esultavo perché finalmente dimostravi di aver bisogno di me, di aver bisogno di qualcuno. Ma la cosa che mi ha più sconvolta è stato il motivo per cui piangevi: piangevi per le discriminazioni, perché eri stufa di provare dolore, di nasconderti, di essere odiata per ciò che sei. Eri stufa di essere odiata perché lesbica. Ma non eri tu che parlavi, non era te che abbracciavo. Stavo abbracciando e consolando me stessa, strano ma vero la “vera me stessa”, quella che dietro la faccia di bronzo rappresentata da questo blog, ha ancora tanta paura di mettersi completamente a nudo, quella che, nonostante porti con orgoglio la spilla comprata al pride ben in vista, è ancora terrorizzata dalla prospettiva di non essere più amata dopo il coming out definitivo. Mi sei tornata in mente mentre scendevo con cautela gli scalini nel cortile della biblioteca bagnati dalla pioggia battente, salvo ricordare, con un pugno nello stomaco, che M**** L****** non ha mai avuto bisogno di me.

Sirena – One Year Later

Elisa – “Eppure sentire (un senso di te)”

Così vicina da poterti sfiorare e allo stesso tempo così distante, così irraggiungibile.

Mi ritrovo a desiderarti ancora, a distanza di un anno, proprio ora che il destino potrebbe separarci o allo stesso modo unirci per sempre. Questa notte la fantasia mi ha portata lontana nel tempo, questa notte ho immaginato il mio futuro con te.  Continua a leggere

Sirena

la sinuosa sirena alla sera si stende al mio fianco,
il suo viso illuminato da pallidi raggi di luna,
mi par quasi reale, ma se solo provassi a sfiorarla
mi accorgerei di quanto incorporea sia.

Frutto delle mie fantasie, la sirena è come se fosse da me
separata da un sottile cristallo,
che mi permette di annegare nei suoi occhi e nulla più.

Mi vedo sfiorare la parete alla mia destra,
sognando di stringere le sue dita tra le mie,
poggiarvi le labbra in cerca delle sue.

Così mi addormento ogni notte,
con nulla più che la sua immagine stampata nella memoria,
e la vana speranza di poterla un giorno
stringere tra le braccia per davvero.

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