Citazione

“I sessi, per quanto diversi, si mescolano. Non c’è essere umano che non oscilli da un sesso all’altro, e spesso sono solo i vestiti a serbare l’apparenza maschile o femminile, mentre il sesso profondo è tutto l’opposto di quello superficiale. Nessuno ignora le complicazioni, le confusioni che ne risultano”.

Virginia Woolf, “Orlando”

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Citazione

“[…] Ti amo come non ho mai amato nessuno. Sono attratta da te con una forza insopprimibile, sono trascinata dalla corrente e non mi è possibile resistere. Come un ago e un magnete mi stampo sulla tua vita desiderandone ogni momento. Sei nel mio letto quando mi addormento, sei il primo pensiero al risveglio. Sei tra le voci per strada, in ogni nota che ascolto, in ogni riga che leggo, nell’acqua che bevo, nel cibo che mangio. Penso a noi che facciamo l’amore, e già ti voglio addosso. Sei un distillato di piacere. C’è un codice segreto scritto nel tuo corpo. Ce l’hai solo tu, ha a che fare con ciò che sei , con il corso della tua vita ma quel codice mi riguarda”.

Eugenia Romanelli, “è scritto nel corpo”

Making Love

Mi sono detta che non era il momento. Eppure la settimana scorsa la delusione mi ha colpita e affondata. Stavo per farcela. Stavo per aprirmi un varco per noi due. E invece sono ancora qui. Senza un lavoro. Con una speranza sempre più flebile di poter un giorno essere indipendente e poter costruire la mia vita con te. Voglio andar via. Voglio portarti via. Voglio avere un posto in cui tornare ogni sera ed essere amata e accettata totalmente. Voglio te. Il nostro letto. Il risveglio. Fare colazione insieme. Non sai quanto odi fare colazione senza di te. Lontana da te. Vorrei essere io a svegliarti al mattino col profumo del caffè già pronto, prepararti i pancake e poi uscire insieme per andare a lavoro. Vorrei avercelo un lavoro. Non è giusto che non abbia la possibilità di studiare e allo stesso tempo mi si disdegni e mi si neghi la possibilità di fare anche la cosa più umile perché non ho esperienza. Odio questo limbo. Odio essere senza soldi. Odio non poterti offrire neanche un caffè. Odio il nostro presente ed allo stesso tempo lo amo teneramente. Perché ci fa capire che i beni materiali sono effimeri e ciò che davvero conta è ciò che proviamo l’una per l’altra. Anche se così come stiamo ora non si va da nessuna parte. Anche se a volte le difficoltà ci soffocano e non sappiamo con chi prendercela. Odio il dover ritagliare degli attimi d’intimità nel parcheggio coperto di un centro commerciale. Di non poter sentire la tua pelle contro la mia. Di dover fare tutto in fretta. Di dover aspettare così tanto tempo da rischiare quasi di dimenticare come è bello amarti. Rischiare di dimenticare di essere amanti e viversi solamente come amiche. Rischiavo di iniziare a rivolgere la mia attenzione altrove perché non potevo averti totalmente. E mi confondeva, e mi faceva sentire in colpa.

A volte desiderarti diventa una colpa. E il non poterti avere come vorrei lo percepisco quasi come una sorta di divieto. Non deve essere così. La troppa coscienziosità e l’accumularsi nello stesso lasso di tempo di una quantità eccessiva di problemi e negatività, ci ha quasi portate ad un punto di non ritorno. Ho quasi dimenticato come fosse fare l’amore con te. Ho quasi dimenticato il calore della tua pelle, il sapore delle tue labbra, la dolcezza del tuo abbraccio. Avevo un bisogno così disperato di toccarti. Di sentire il tuo odore. Di ascoltare i tuoi gemiti. Mi sei mancata così tanto, anche se eri lì, accanto a me, sempre con me. Eppure c’era qualcosa che mancava. Ma l’abbiamo ritrovato. Ti amo.

I peccati della carne non sono nulla. […] Solo i peccati dell’anima sono vergognosi.

Oscar Wilde, “De Profundis”

Citazione

Per Fromm l’amore […] è un’arte. Un’arte che richiede fantasia, creatività costanza, intuizione, originalità, tolleranza e molte altre cose. Un’arte assai rara. Per Gibran è qualcosa da seguire, cui abbandonarsi, in cui credere, qualcosa che non dà nulla fuorché se stesso e che non coglie nulla se non da se stesso, che non possiede e non vorrebbe essere posseduto, perché l’amore basta all’amore: è qualcosa che che vuole soltanto consumarsi, è la pena di troppa tenerezza, è ‘sanguinare di voluta gioia’

Marcello Bernardi, “Sessualità, educazione, et al.”, Rizzoli, Milano, 1993, pag. 40.