Annie (dodici anni)

Dodici anni. Non sembra vero ma è così. Lo stesso posto, gli stessi gesti, la stessa scena, la stessa data (giorno più, giorno meno). L’avrai sentita anche tu quella forte sensazione di déjà vu? Come se la storia si ripetesse? Gli abbracci erano gli stessi o erano diversi? Quanto sei diversa. Quanto sono diversa. Quando ho capito che ci fosse la seria possibilità che ti trasferissi lontano ho fatto in modo di poterti contattare e vedere. Non ho più paura. È stupido aver paura o vergogna di queste cose. L’importante è l’affetto e la stima che si hanno per una persona, tutto il resto finisce in secondo piano. Quanto è bello scoprire di riuscire a parlare tranquillamente con te da persona adulta. Anche tu ti apri un po’, perché capisci che non sono più la ragazzina che si era presa una cotta per te. Mi dici di andare lontano, ed è quello che voglio fare. Non voglio rimanere incastrata qui. Ti ho già ascoltata quando mi hai consigliato di intraprendere questo nuovo percorso. Grazie Annie, e grazie alla me stessa che ha ascoltato il tuo consiglio. Grazie Annie per essere stata nella mia vita. Grazie per avermi indirettamente mostrato chi sono veramente. Grazie Annie.

Citazione

“Mi sono innamorata di te al tuo ottavo compleanno, quando Francesca portò alle cascate quella grande torta e tu le chiedesti di fare una sola fetta per noi due. ‘Baguette ed io mangeremo insieme,’ dicesti. Eravamo sedute sul prato, con il piatto sistemato fra di noi, e tu aspettavi che fossi io a mangiare per prima. E ad ogni cucchiaiata mi dicevi: ‘Ti piace?’ oppure ‘E’ fatta con vero cioccolato, mia nonna l’ha fatto arrivare da Parigi’ oppure ‘L’anno prossimo possiamo farne fare una anche per te, ti va?’ oppure ‘Quanto ti piace da uno a dieci? A me dieci, a te?’ Mi sono innamorata quel giorno. Sono innamorata di te da dieci anni.”

Alessia Esse, “Segreto” (Trilogia di Lilac #2)

Video

Laura Pausini – Così importante

Giorno dopo giorno 
Sento il tempo che mi sfugge fra le mani ed io 
Lì a rincorrere 
I miei pensieri i desideri 
Di quei mesi a volte amari e senza regole 
Li ricorderai 
Come se fosse stato solo un sogno 
Vivere soltanto di quegli attimi 
E non cercarti più 

Ma non è così importante 
Solo un attimo di forte nostalgia 
Scivolando negli sguardi fra la gente 
Io cammino indifferente per la via 

Colpa di un’estate
Dei profumi di una notte di un momento che 
Non dimentico 
Guidati dalla voglia di sentirsi 
All’improvviso sempre più vicini 
Così vicini che 
Adesso è troppo tardi per pensare 
Di dimenticarti e poi rinascere 
E non cercarti più 

Ma non so cos’è importante 
Se fidarmi o non fidarmi di te 
Di quel viso così impresso nella mente 
Non saprei ma ci penso sempre sai 
E non c’è niente 
Che cancelli il ricordo di te 
Di uno sguardo malinconico e sognante 
Dove sei dimmi adesso dove sei 
E in un attimo ritorno al mio presente 
E vorrei che tu fossi ancora qui 

Tu che sei così importante 
Puoi sentire il mio bisogno di te 
Nei tuoi occhi vedo acqua trasparente 
Come un fiume travolgente dentro me

Video

Laura Pausini – Celeste

Avrai gli occhi di tuo padre
e la sua malinconia
il silenzio senza tempo che pervade
al tramonto la marea
Arriverai
con la luna di settembre
che verserà
il suo latte dentro me
e ti amerò
come accade nelle favole per sempre…

ti aspetterò
senza andar via
come fanno già le rondini nell’aria
nella terra mia
che invecchia ma
sulla scia di un’altra età ballando
sogna
mentre la tenera luce dell’est
all’alba illumina speranze e ginestre
e il cielo è così…celeste…
celeste…

Avrai libri, sandali e secchielli
luminosi “amarcord”
saranno neri come i miei i tuoi capelli
ma in un attimo lo so
volerai via
verso l’isola lontana
di una città
come ho fatto un giorno anch’io
amore mio
perché il sole può scordarsi della luna…

ti aspetterò
e prima o poi
arriverai senza nemmeno far rumore
ti sentirò
e resterai
mentre ormai le foglie cambiano colore
al mio paese che ancora non sai
dove l’autunno odora di caldarroste
e il cielo è così…celeste!

Come il soffio della vita
che spalanca anche le imposte
e a sorridere ti invita
anche quando non lo vuoi
questo vento innamorato
che anche tu respirerai che respirerai…

e poi avrò il coraggio di aspettarti
ancora un po’
ti prometto che vedrai dalle finestre
un cielo così…celeste…
celeste…
un cielo così celeste…

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Annie – incontro inaspettato

…e poi un pomeriggio, un pomeriggio come un altro di questo periodo vuoto e senza stimoli, decidi di attraversare la strade sulle strisce pedonali e voltandoti di tre quarti per controllare che non arrivino auto te la trovi di fronte, la sua auto (ferma sulle strisce) tra di voi e non puoi fare altro che sorridere in modo ebete e lei si chiede ad alta voce “Ma chi abbiamo qui?” nel suo solito modo scanzonato e continui a sorridere e ti chiede “Che fai non mi dai neanche più un bacio?”. Ti lasci trasportare dalle sue domande, non capisci più niente, farfugli, e ti chiede cos’hai e dici che è il freddo a farti quest’effetto, lo stesso di otto anni fa, e invece è quest’incontro che non ti aspettavi. Ti chiede di te, dello studio, e per la prima volta le chiedi di lei. E poi deve andare via. La lasci andare, sorridi di nuovo e vorresti baciarla, questa volta per davvero.

The Graveyard’s girl

Bond, “Born” – Quixote

Era una mattina di sole al volgere del secolo. Eravamo in un cimitero per la commemorazione dei caduti di guerra, in fila, tra le lapidi, ascoltavano, senza capire, in realtà, infiniti discorsi di adulti su argomenti troppo distanti dalla nostra innocenza di undicenni. Eri la nuova arrivata. Nel tuo paese c’era stata una guerra, eri dovuta fuggire. Avevi un fratello gemello. Ti vedevo fragile, sola, bisognosa di protezione.
Eri nuova, eri sola, ed anch’io lo ero. Continua a leggere

Just Annie

Eros Ramazzotti – “Il buio ha i tuoi occhi”

Sette anni sono trascorsi da quell’estate passata a sognare di vederti, di incontrarti, quell’estate in cui ogni giorno era semplicemente un giorno in meno che mi separava dal rivederti, un giorno in meno barrato sul calendario che mi ero costruita per l’occasione e che culminava nel primo giorno del nuovo anno scolastico. Ti amavo senza vederci nulla di sbagliato, avevo quindici anni, e tu forse quaranta o più, avevo quindici anni e amavo te, una donna. Continua a leggere