Digressione

Lettera a Philip

“Il tuo nome è una vecchia ferita che scava profonda, e la sabbia ha coperto il passaggio di fiamme e furori…tutto sembra pulito e quieto a vederlo da fuori, tutto sembra finito…”
“Il nodo” – Raf

Philip, non ho appellativi per te, perché in fondo non ti ho mai chiamato se non per nome, il nome di quello che era stato fin dall’infanzia il mio migliore amico. Se mai ti ho chiamato amore, nei momenti in cui eravamo solo io e te, è stato per l’immenso trasporto che provavo nei tuoi confronti, per il mio amore profondo che tu pure ricambiavi anche se unicamente nel solo modo che ritenevi possibile, donandoti a me, e non anima e corpo, questo non è mai accaduto. DI te ho avuto solo e solamente il tuo corpo, nelle nostre notti clandestine, quando maggiormente avrei desiderato che mi amassi col cuore. Mi sarebbe bastato, nonostante certi impulsi premessero per essere soddisfatti.

Philip, non so precisamente perché abbia deciso di scriverti ora, dopo quasi dieci anni, ma nell’ultimo anno qualcosa è cambiato, qualcosa che ha ricondotto il mio pensiero a te. Sono innamorato, e per un qualche incomprensibile motivo ho deciso di scriverlo proprio a te, tu che del mio cuore non sapevi cosa fartene, tu che non concepivi che un uomo potesse provare amore per un altro uomo. Eppure stavi con me, mi stringevi tanto da farmi male. Ti concedevi a me, forse a causa della paura che avevi di perdermi, quando ciò che avrei maggiormente desiderato…

Liam si rese improvvisamente conto di star quasi per venire contro ad una promessa fatta anni prima. Non doveva contattare Phil. Mai. Se voleva parlare con lui avrebbe dovuto affidarsi al caso. Chiuse il programma di posta elettronica alzandosi dalla scrivania come se si fosse trovato di fronte ad un ordigno in procinto di esplodere. SI guardò intorno. Quella stanza d’albergo, seppur confortevole, lo soffocava. Doveva uscire. Prese la giacca e lasciò la stanza.

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