Making Love

Mi sono detta che non era il momento. Eppure la settimana scorsa la delusione mi ha colpita e affondata. Stavo per farcela. Stavo per aprirmi un varco per noi due. E invece sono ancora qui. Senza un lavoro. Con una speranza sempre più flebile di poter un giorno essere indipendente e poter costruire la mia vita con te. Voglio andar via. Voglio portarti via. Voglio avere un posto in cui tornare ogni sera ed essere amata e accettata totalmente. Voglio te. Il nostro letto. Il risveglio. Fare colazione insieme. Non sai quanto odi fare colazione senza di te. Lontana da te. Vorrei essere io a svegliarti al mattino col profumo del caffè già pronto, prepararti i pancake e poi uscire insieme per andare a lavoro. Vorrei avercelo un lavoro. Non è giusto che non abbia la possibilità di studiare e allo stesso tempo mi si disdegni e mi si neghi la possibilità di fare anche la cosa più umile perché non ho esperienza. Odio questo limbo. Odio essere senza soldi. Odio non poterti offrire neanche un caffè. Odio il nostro presente ed allo stesso tempo lo amo teneramente. Perché ci fa capire che i beni materiali sono effimeri e ciò che davvero conta è ciò che proviamo l’una per l’altra. Anche se così come stiamo ora non si va da nessuna parte. Anche se a volte le difficoltà ci soffocano e non sappiamo con chi prendercela. Odio il dover ritagliare degli attimi d’intimità nel parcheggio coperto di un centro commerciale. Di non poter sentire la tua pelle contro la mia. Di dover fare tutto in fretta. Di dover aspettare così tanto tempo da rischiare quasi di dimenticare come è bello amarti. Rischiare di dimenticare di essere amanti e viversi solamente come amiche. Rischiavo di iniziare a rivolgere la mia attenzione altrove perché non potevo averti totalmente. E mi confondeva, e mi faceva sentire in colpa.

A volte desiderarti diventa una colpa. E il non poterti avere come vorrei lo percepisco quasi come una sorta di divieto. Non deve essere così. La troppa coscienziosità e l’accumularsi nello stesso lasso di tempo di una quantità eccessiva di problemi e negatività, ci ha quasi portate ad un punto di non ritorno. Ho quasi dimenticato come fosse fare l’amore con te. Ho quasi dimenticato il calore della tua pelle, il sapore delle tue labbra, la dolcezza del tuo abbraccio. Avevo un bisogno così disperato di toccarti. Di sentire il tuo odore. Di ascoltare i tuoi gemiti. Mi sei mancata così tanto, anche se eri lì, accanto a me, sempre con me. Eppure c’era qualcosa che mancava. Ma l’abbiamo ritrovato. Ti amo.

I peccati della carne non sono nulla. […] Solo i peccati dell’anima sono vergognosi.

Oscar Wilde, “De Profundis”

Citazione

Le persone cambieranno emozionalmente una volta che si saranno sbarazzate delle, o ancor meglio, non avranno mai acquisito le convinzioni errate, tanto nei fatti che nei valori, che stanno alla base degli odi razziali [e non solo].

Martha C. Nussbaum, “Nascondere l’umanità. Il disgusto, la vergogna, la legge”, Carocci Editore, Roma, 2007, pag. 54

Chains

Sento il bisogno di piangere, ferire, pugnalare, fare male. Di nuovo e come sempre un sentimento positivo si sta semplicemente trasformando in negativo e non perché abbia subito un torto reale ma perché mi sento ingiustamente ignorata. Ma in fondo la colpa è mia e non posso far altro che biasimare me stessa perché non le ho fatto neanche lontanamente capire che mi piace.

L’unica cosa che posso fare per cambiare la situazione è dirglielo, come feci a 12 anni con quel ragazzino biondo e cicciottello che mi aveva rapito il cuore. Devo spezzare la catena della paura, una volta per tutte.

Confession

‎”Vi sono momenti in cui uno si trova nella necessità di scegliere fra il vivere la propria vita piena, intera completa, o trascinare una falsa, vergognosa, degradante esistenza quale il mondo, nella sua grande ipocrisia, gli domanda”.
Oscar Wilde, “Aforismi”

Fino ad un anno fa ero abituata a provare sentimenti impossibili per donne troppo distanti e inarrivabili: era il mio modo per tenere a distanza la possibilità che quello che da sempre provavo potesse tramutarsi in realtà. Per quattro anni ho fatto la brava bambina, sono stata con un ragazzo, ma esattamente un anno fa sono arrivata ad un punto di non ritorno per cui ero costretta a scegliere tra ciò che gli altri si aspettavano da me e ciò che mi avrebbe fatto star bene e in pace con me stessa. Così ho detto basta.

è passato un anno, ho stretto bellissime amicizie e mi sono detta che l’importante per il momento era star bene e terminare il mio percorso di accettazione. Quasi senza accorgermene in questi anni ho tramutato anche il sentimento più positivo in odio, apparentemente odio verso la persona perché non mi avrebbe mai ricambiata, ma in realtà odio verso di essa per quello che era capace di suscitarmi. Ho odiato troppo, e troppo odio ti inaridisce dentro, ti rende incapace di provare qualcosa di puro e disinteressato come ciò che provavo quando ero più piccola.

è passato un anno e senza neanche accorgermene mi si affacciato dentro uno spiraglio di luce e tutta la rabbia, o almeno buona parte di essa, che mi ero tenuta dentro, è stata spazzata via. Non esagero se vi dico che da circa un mese a questa parte il mio cuore letteralmente scoppia di tenerezza, penso sia proprio la parola giusta. Il desiderio di dolcezza, calore e affetto spazzano via quello meramente carnale che mi costringevo a provare per la paura di farmi nuovamente spezzare il cuore come sei anni fa. Tuttavia la paura non è andata via, si è fatta più sottile, ha assunto nuove forme, ricalcando allo stesso tempo vecchie abitudini. Ed ora come allora ho paura che i miei sogni più dolci e più segreti possano tramutarsi in realtà, ho paura di non essere abbastanza, di essere troppo piccola, stupida o infantile per poter anche solo lontanamente suscitare il suo interesse. Così tentenno, evito contatti superflui, accampo scuse a cui non crede nessuno o mi infliggo colpe per cose che non mi comprendono neanche lontanamente. E mando a quel paese anche la più piccola possibilità di “successo”. Perché va bene così. Perché non mi reputo abbastanza degna, perché sento di non meritarmela quella felicità che tanto desidero. Perché anche questa volta mi passerà come mi è passata altre volte, basta solo avere pazienza, stringere i denti e dimenticare. Dimenticare e andare avanti.

Stanotte ti ho sognata. Probabilmente perché ieri ho visto una ragazza sull’autobus ed ho trovato che ti somigliasse molto. Ed ho constatato di essere stata per molto tempo innamorata di te senza neanche rendermene conto, perché la mia parte razionale voleva odiarti, ed io davo ascolto solo a lei, allora. Nel mio sogno piangevi, e mi abbracciavi, ed io esultavo per questo, esultavo perché finalmente dimostravi di aver bisogno di me, di aver bisogno di qualcuno. Ma la cosa che mi ha più sconvolta è stato il motivo per cui piangevi: piangevi per le discriminazioni, perché eri stufa di provare dolore, di nasconderti, di essere odiata per ciò che sei. Eri stufa di essere odiata perché lesbica. Ma non eri tu che parlavi, non era te che abbracciavo. Stavo abbracciando e consolando me stessa, strano ma vero la “vera me stessa”, quella che dietro la faccia di bronzo rappresentata da questo blog, ha ancora tanta paura di mettersi completamente a nudo, quella che, nonostante porti con orgoglio la spilla comprata al pride ben in vista, è ancora terrorizzata dalla prospettiva di non essere più amata dopo il coming out definitivo. Mi sei tornata in mente mentre scendevo con cautela gli scalini nel cortile della biblioteca bagnati dalla pioggia battente, salvo ricordare, con un pugno nello stomaco, che M**** L****** non ha mai avuto bisogno di me.

Hermione is gone

“L’Amore é alimentato dall’immaginazione, per cui diventiamo più saggi di quanto sappiamo, migliori di quanto sentiamo, più nobili di quanto siamo […]. 

Unicamente quanto é nobile e nobilmente concepito può nutrire l’Amore. Ma qualsiasi cosa può alimentare l’Odio. […] L’Odio acceca. […] 

l’Amore sa leggere sulla stella più remota. […] 

L’Odio é considerato intellettualmente l’Eterna Negazione. A considerarlo dal punto di vista emotivo, appare come un’enorme Atrofia, ammazza ogni cosa tranne se stesso. […] 

L’Amore non si contratta in un mercato […] la sua gioia […] sta nel sentirsi vivo. Lo scopo dell’amore é l’amore: nulla di più, nulla di meno.”

Oscar Wilde, De Profundis

Se ieri credevo di amarti, oggi ti odio. Ieri ti adoravo, mentre oggi non sopporto la tua vista. Ieri mi tremavano le mani al solo averti accanto ed oggi, oggi ugualmente, ma perché con esse vorrei colpirti e ferirti. Com’è accaduto? è così semplice passare da un estremo all’altro? Dal porti su un piedistallo attorno al quale gravita il mio mondo, al considerarti come realmente sei, una creatura umana con molti difetti? Continua a leggere

Vivi e lascia vivere – Hermione’s back

“Unicamente quanto è nobile e nobilmente concepito può nutrire l’Amore. Ma qualsiasi cosa può alimentare l’Odio” 
(Oscar Wilde, “De Profundis”)

Vivi e lascia vivere, le aveva ripetuto più di una volta una delle sue amiche più care. Vivi. Quale vita? Una vita fatta di bugie, sotterfugi, deboli scuse, in cui la prima a cui mentiva era se stessa? Una vita in cui non riusciva a trovare il coraggio di fare nulla e semplicemente lasciava scorrere un giorno dietro l’altro come paralizzata? Le pareva che a nulla era servito tornare alla vita di tutti i giorni, in città, ai suoi studi. Le pareva di essere ancora imprigionata nella gabbia dorata di quell’ultima estate in cui si era abbandonata ad un sogno d’amore impossibile, rimanendone profondamente ferita, tanto da tornare immediatamente con la coda tra le gambe nel suo abituale rifugio. Continua a leggere