Citazione

” […] in un tempo lontano, le donne come te erano considerate meno di niente. Vivevano in una società patriarcale, in cui era l’uomo a scegliere, per se stesso e per gli altri. 
” Le regole decise e scritte dagli uomini hanno trasformato le donne in oggetti privi di valore. Nascere donna significava nascere madre e moglie. Non esisteva altro, non c’era alternativa. Alle ragazze come te veniva impedito di studiare, perché gli uomini avevano deciso che i libri erano inutili per loro. A cosa servivano, se tutto ciò di cui una donna doveva occuparsi erano il marito e i figli? Quali aspirazioni avrebbe mai potuto avere una donna, oltre quella di sfornare figli, stirare camicie e preparare da mangiare? Le ragazze che volevano imparare venivano considerate ribelli, non degne di marito. E perché? Perché volevano conoscere, sapere. Perché volevano elevarsi dalla condizione di oggetto in cui erano state trascinate.” 
“[…] con il sudore e con il sangue abbiamo conquistato tanti diritti. Il diritto di andare a scuola, il diritto di lavorare, il diritto di guidare, il diritto di camminare in pubblico senza dover essere accompagnate da un uomo. Il diritto di parlare liberamente, senza temere di essere ripresa, picchiata o uccisa. Il diritto di rappresentare altre donne e altri uomini a capo di piccole e grandi nazioni. Il diritto di fare ciò che reputavamo più opportuno col nostro corpo. Questo però non cancella i secoli in cui non c’è stata eguaglianza, parità. Rispetto. 
“Ogni volta che conquistavamo un diritto, gli uomini erano pronti a limitarlo, a cancellarlo, a deriderci, a ricordarci che, nonostante le conquiste, il nostro potere sarebbe sempre stato inferiore. Non eravamo altro che una piccola parte del tutto. Una parte da maltrattare, da rovinare, da dominare. 
“Gestivano le nostre vite […] senza curarsi dei nostri desideri, delle nostre aspirazioni, del nostro volere. Crea vano leggi con il solo scopo di farci tacere, con il solo scopo di farci vivere come esseri umani di ultima categoria. Ci consideravano inferiori perché non avevamo la loro forza fisica; deboli invece che sensibili; pazze, se avevamo i capelli rossi. […] 
“Ogni volta che rivendicavamo la parità, il rispetto, il diritto ad avere una dignità, loro inventavano qualcos’altro per domarci come bestie, per ricordarci che erano loro i più forti. Eravamo costrette a camminare due passi dietro i nostri padri e i nostri mariti, a vergognarci del nostro corpo, a tacere le nostre idee. E quando mostravano loro che non eravamo seconde a nessuno, ci umiliavano. Venivamo punite, picchiate, violentate, torturate, ammazzate. Solo perché eravamo donne. Solo perché volevamo vivere come loro. Solo perché volevamo la libertà di essere ciò che eravamo. […] 
“[…] è stato possibile per millenni, in ogni angolo del mondo. Dai paesi più evoluti a quelli più poveri. Le uniche differenze erano nel modo in cui le donne reagivano: troppe, troppe donne credevano che gli uomini fossero nel giusto. Per troppo tempo […] molte donne hanno creduto di essere inferiori. Ma non è così, e tu lo sai bene. Siamo noi che generiamo la vita. è dal nostro ventre che che nasce l’umanità. Ma siamo state considerate come mere suppellettili. Ci ripudiavano, quando non riuscivamo a procreare. Ci uccidevano, quando non riuscivamo a procreare un maschio. ci frustavano e ci lapidavano, quando violavamo una delle loro leggi misogine. Ci scacciavano quando decidevano che non eravamo più adatte al mestiere di moglie o quando, più semplicemente, si erano stancati di noi. Sanguinavamo per loro. Mentivamo per loro. Eravamo costrette a vendere i nostri corpi perché loro ce lo ordinavano. Ci calpestavano. ci annientavano. […] 
“Nello stesso modo in cui hanno distrutto e annientato le donne, gli uomini hanno distrutto e annientato il mondo intero. A guidarli non c’era altro se non il bisogno di predominare, di imporre il proprio piglio violento, la propria falsa supremazia. E per farlo, per predominare e imporre, non si facevano alcun tipo di scrupolo. Manipolavano le menti dei deboli, manipolavano i poveri, gli ignoranti. Creavano leggi per indebolire quelle persone che rappresentavano un pericolo per il loro successo, e non parlo solo delle donne. Rubavano, uccidevano, conquistavano. Scavalcavano ogni briciola di morale, giustificando i loro atti atroci con le più nobili delle intenzioni. In realtà, pensavano solo ed esclusivamente al loro interesse. I poveri rimanevano poveri. I malati morivano, in attesa di cure. La terra si spegneva, mentre loro giocavano a fare la guerra.

Alessia Esse, Perfetto (Trilogia di Lilac #1)

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