Citazione

Mio padre alza lo sguardo. Mi fissa. Mi fissa duramente.
Solo un’altra volta l’ho visto fissarmi così. Solo un’altra volta.
Quando gli dissi cosa avevo provato guardando uno di quei soldati, tanti, tantissimi anni fa. Quando gli dissi cosa avevo provato stringendo per gioco uno dei miei compagni di gioco.
Solo quella volta.
E ora, ora mi guarda con lo stesso sguardo.
Con lo sguardo terrorizzato e tetro del regime. Con lo sguardo di chi mi imputa una colpa. Di chi mi imputa una colpa. Di chi mi imputa, per questa colpa, di mettere in gioco la quiete di tutta la famiglia.
Si sono portati via già mia mamma, ricorda con gli occhi.
Si sono portati via già mia mamma, per un’inezia.
Per quello che sono, per quello che provo verso il mio stesso corpo, il mio stesso genere, potrebbero portare via tutti noi.
Per colpa del loro silenzio. Per colpa della loro omertà.
Mi guarda duramente. Mi fissa, senza dire una parola.
Rimane in silenzio, e già ho capito.
Hanno preso qualcuno. Qualcuno con la mia stessa colpa. E con lui, con lui tutta la sua famiglia.
Per punire il dissenso, per punire il silenzio dove silenzio non doveva esserci.
E papà non vuole per Laura la stessa fine. Fosse per lui, si immolerebbe per Laura. Ma non può pensare, non può tollerarla di vederla morire per la mia colpa.
Potessi cancellarla. Ma non me la sono scelta.
Rimaniamo in silenzio, aspettando la colazione.
Guardo tristemente mio padre, aspetto. Lui abbassa il capo. Vergogna. Paura.
Aspetto.
La pancetta frigge nella padella, il latte bolle. Come sempre. Perdonami per essere omosessuale, papà, come sempre.

Ivano Mingotti, “Sotto un sole nero”

Making Love

Mi sono detta che non era il momento. Eppure la settimana scorsa la delusione mi ha colpita e affondata. Stavo per farcela. Stavo per aprirmi un varco per noi due. E invece sono ancora qui. Senza un lavoro. Con una speranza sempre più flebile di poter un giorno essere indipendente e poter costruire la mia vita con te. Voglio andar via. Voglio portarti via. Voglio avere un posto in cui tornare ogni sera ed essere amata e accettata totalmente. Voglio te. Il nostro letto. Il risveglio. Fare colazione insieme. Non sai quanto odi fare colazione senza di te. Lontana da te. Vorrei essere io a svegliarti al mattino col profumo del caffè già pronto, prepararti i pancake e poi uscire insieme per andare a lavoro. Vorrei avercelo un lavoro. Non è giusto che non abbia la possibilità di studiare e allo stesso tempo mi si disdegni e mi si neghi la possibilità di fare anche la cosa più umile perché non ho esperienza. Odio questo limbo. Odio essere senza soldi. Odio non poterti offrire neanche un caffè. Odio il nostro presente ed allo stesso tempo lo amo teneramente. Perché ci fa capire che i beni materiali sono effimeri e ciò che davvero conta è ciò che proviamo l’una per l’altra. Anche se così come stiamo ora non si va da nessuna parte. Anche se a volte le difficoltà ci soffocano e non sappiamo con chi prendercela. Odio il dover ritagliare degli attimi d’intimità nel parcheggio coperto di un centro commerciale. Di non poter sentire la tua pelle contro la mia. Di dover fare tutto in fretta. Di dover aspettare così tanto tempo da rischiare quasi di dimenticare come è bello amarti. Rischiare di dimenticare di essere amanti e viversi solamente come amiche. Rischiavo di iniziare a rivolgere la mia attenzione altrove perché non potevo averti totalmente. E mi confondeva, e mi faceva sentire in colpa.

A volte desiderarti diventa una colpa. E il non poterti avere come vorrei lo percepisco quasi come una sorta di divieto. Non deve essere così. La troppa coscienziosità e l’accumularsi nello stesso lasso di tempo di una quantità eccessiva di problemi e negatività, ci ha quasi portate ad un punto di non ritorno. Ho quasi dimenticato come fosse fare l’amore con te. Ho quasi dimenticato il calore della tua pelle, il sapore delle tue labbra, la dolcezza del tuo abbraccio. Avevo un bisogno così disperato di toccarti. Di sentire il tuo odore. Di ascoltare i tuoi gemiti. Mi sei mancata così tanto, anche se eri lì, accanto a me, sempre con me. Eppure c’era qualcosa che mancava. Ma l’abbiamo ritrovato. Ti amo.

I peccati della carne non sono nulla. […] Solo i peccati dell’anima sono vergognosi.

Oscar Wilde, “De Profundis”

Video

Nek – Nel giorno che verrà

x te ❤

Senti la notte scivolare su di te
e il suo perdesi nel mare
questa luna indescrivibile che c’è
sembra che la puoi toccare…

E’ notte sui pensieri tuoi
sui sorrisi infranti ormai
sui vestiti tesi e fradici che hai…

E’ notte sulle nostalgie
lungo le tue melinconie
su una vita che ha tradito i sogni tuoi…

Sembra che il cielo crolli giù
sembra che non finisca più
ma vedrai qualcosa cambierà
nel giorno che verrà…

E nel silenzio della notte che va via
ricominci a camminare
il passato è poco più che una bugia
e si può dimenticare…

C’è la strada avanti a te…

Anche se non ci credi più
anche se non ce la fai più
alla fine della notte ci sei tu…

E insieme a te ripartirai
senza voltarti indietro mai
ed il cielo lentamente si aprirà…

Nel tuo domani ci sei tu
se altro viso incontrerai
sarai già nel giorno che verrà…

A che serve restarci male
è un momento che finirà
nel mistero dell’andare
un tramonto ti sorprenderà
il coraggio è nel viaggio che farai…

Anche se non ci credi più
anche se non ce la fai più
pensa che tanto questa notte finirà
nel giorno che verrà
nel giorno che verrà
nel giorno che verrà…

Confession

‎”Vi sono momenti in cui uno si trova nella necessità di scegliere fra il vivere la propria vita piena, intera completa, o trascinare una falsa, vergognosa, degradante esistenza quale il mondo, nella sua grande ipocrisia, gli domanda”.
Oscar Wilde, “Aforismi”

Fino ad un anno fa ero abituata a provare sentimenti impossibili per donne troppo distanti e inarrivabili: era il mio modo per tenere a distanza la possibilità che quello che da sempre provavo potesse tramutarsi in realtà. Per quattro anni ho fatto la brava bambina, sono stata con un ragazzo, ma esattamente un anno fa sono arrivata ad un punto di non ritorno per cui ero costretta a scegliere tra ciò che gli altri si aspettavano da me e ciò che mi avrebbe fatto star bene e in pace con me stessa. Così ho detto basta.

è passato un anno, ho stretto bellissime amicizie e mi sono detta che l’importante per il momento era star bene e terminare il mio percorso di accettazione. Quasi senza accorgermene in questi anni ho tramutato anche il sentimento più positivo in odio, apparentemente odio verso la persona perché non mi avrebbe mai ricambiata, ma in realtà odio verso di essa per quello che era capace di suscitarmi. Ho odiato troppo, e troppo odio ti inaridisce dentro, ti rende incapace di provare qualcosa di puro e disinteressato come ciò che provavo quando ero più piccola.

è passato un anno e senza neanche accorgermene mi si affacciato dentro uno spiraglio di luce e tutta la rabbia, o almeno buona parte di essa, che mi ero tenuta dentro, è stata spazzata via. Non esagero se vi dico che da circa un mese a questa parte il mio cuore letteralmente scoppia di tenerezza, penso sia proprio la parola giusta. Il desiderio di dolcezza, calore e affetto spazzano via quello meramente carnale che mi costringevo a provare per la paura di farmi nuovamente spezzare il cuore come sei anni fa. Tuttavia la paura non è andata via, si è fatta più sottile, ha assunto nuove forme, ricalcando allo stesso tempo vecchie abitudini. Ed ora come allora ho paura che i miei sogni più dolci e più segreti possano tramutarsi in realtà, ho paura di non essere abbastanza, di essere troppo piccola, stupida o infantile per poter anche solo lontanamente suscitare il suo interesse. Così tentenno, evito contatti superflui, accampo scuse a cui non crede nessuno o mi infliggo colpe per cose che non mi comprendono neanche lontanamente. E mando a quel paese anche la più piccola possibilità di “successo”. Perché va bene così. Perché non mi reputo abbastanza degna, perché sento di non meritarmela quella felicità che tanto desidero. Perché anche questa volta mi passerà come mi è passata altre volte, basta solo avere pazienza, stringere i denti e dimenticare. Dimenticare e andare avanti.

Citazione

I corpi umani possono fare tanto male a chi li ama […] perché contengono tanti ricordi di gioie e di desideri già cancellati per loro, ma tanto crudeli per chi contempla e prolunga nell’ordine del tempo il corpo adorato di cui è geloso, geloso fino a sperarne la distruzione.

Marcel Proust cit. in Federica Muzzarelli, “L’immagine del desiderio”, pag. 13

Just Annie

Eros Ramazzotti – “Il buio ha i tuoi occhi”

Sette anni sono trascorsi da quell’estate passata a sognare di vederti, di incontrarti, quell’estate in cui ogni giorno era semplicemente un giorno in meno che mi separava dal rivederti, un giorno in meno barrato sul calendario che mi ero costruita per l’occasione e che culminava nel primo giorno del nuovo anno scolastico. Ti amavo senza vederci nulla di sbagliato, avevo quindici anni, e tu forse quaranta o più, avevo quindici anni e amavo te, una donna. Continua a leggere