Desideri semplici

Gemelli Diversi – Cosa Vuoi? (Boom!)

Fai attenzione a ciò che desideri, mi dico, perché desideri semplici ed allo stesso tempo profondi ed articolati nella loro essenza, mi hanno già prosciugato l’anima. Cosa voglio? Costruire qualcosa di importante con te, essere il tuo scoglio, il porto sicuro a cui approdare nei momenti di insicurezza, farti capire che sono diversa dall’immagine che hai delle mie coetanee, avere la possibilità di conoscerti. Vorrei che tu capissi che la tua vita comincia ora e che anche la mia è ricominciata da poco e che proprio per questo potremmo imparare insieme come si costrusce una relazione tra due donne. Vorrei uno straccio di possibilità. Ho capito che non sei nello stato d’animo adatto per curarti di questa tenerezza che provo nei tuoi confronti, so di essermi costruita nella testa questo film bellissimo in cui siamo un tutt’uno, nonostante le differenze tra di noi che già riconosco. Eppure sogno di costruire con te un qualcosa di stabile e duraturo, una famiglia, una vita insieme. Desideri semplici.

Chains

Sento il bisogno di piangere, ferire, pugnalare, fare male. Di nuovo e come sempre un sentimento positivo si sta semplicemente trasformando in negativo e non perché abbia subito un torto reale ma perché mi sento ingiustamente ignorata. Ma in fondo la colpa è mia e non posso far altro che biasimare me stessa perché non le ho fatto neanche lontanamente capire che mi piace.

L’unica cosa che posso fare per cambiare la situazione è dirglielo, come feci a 12 anni con quel ragazzino biondo e cicciottello che mi aveva rapito il cuore. Devo spezzare la catena della paura, una volta per tutte.

Confession

‎”Vi sono momenti in cui uno si trova nella necessità di scegliere fra il vivere la propria vita piena, intera completa, o trascinare una falsa, vergognosa, degradante esistenza quale il mondo, nella sua grande ipocrisia, gli domanda”.
Oscar Wilde, “Aforismi”

Fino ad un anno fa ero abituata a provare sentimenti impossibili per donne troppo distanti e inarrivabili: era il mio modo per tenere a distanza la possibilità che quello che da sempre provavo potesse tramutarsi in realtà. Per quattro anni ho fatto la brava bambina, sono stata con un ragazzo, ma esattamente un anno fa sono arrivata ad un punto di non ritorno per cui ero costretta a scegliere tra ciò che gli altri si aspettavano da me e ciò che mi avrebbe fatto star bene e in pace con me stessa. Così ho detto basta.

è passato un anno, ho stretto bellissime amicizie e mi sono detta che l’importante per il momento era star bene e terminare il mio percorso di accettazione. Quasi senza accorgermene in questi anni ho tramutato anche il sentimento più positivo in odio, apparentemente odio verso la persona perché non mi avrebbe mai ricambiata, ma in realtà odio verso di essa per quello che era capace di suscitarmi. Ho odiato troppo, e troppo odio ti inaridisce dentro, ti rende incapace di provare qualcosa di puro e disinteressato come ciò che provavo quando ero più piccola.

è passato un anno e senza neanche accorgermene mi si affacciato dentro uno spiraglio di luce e tutta la rabbia, o almeno buona parte di essa, che mi ero tenuta dentro, è stata spazzata via. Non esagero se vi dico che da circa un mese a questa parte il mio cuore letteralmente scoppia di tenerezza, penso sia proprio la parola giusta. Il desiderio di dolcezza, calore e affetto spazzano via quello meramente carnale che mi costringevo a provare per la paura di farmi nuovamente spezzare il cuore come sei anni fa. Tuttavia la paura non è andata via, si è fatta più sottile, ha assunto nuove forme, ricalcando allo stesso tempo vecchie abitudini. Ed ora come allora ho paura che i miei sogni più dolci e più segreti possano tramutarsi in realtà, ho paura di non essere abbastanza, di essere troppo piccola, stupida o infantile per poter anche solo lontanamente suscitare il suo interesse. Così tentenno, evito contatti superflui, accampo scuse a cui non crede nessuno o mi infliggo colpe per cose che non mi comprendono neanche lontanamente. E mando a quel paese anche la più piccola possibilità di “successo”. Perché va bene così. Perché non mi reputo abbastanza degna, perché sento di non meritarmela quella felicità che tanto desidero. Perché anche questa volta mi passerà come mi è passata altre volte, basta solo avere pazienza, stringere i denti e dimenticare. Dimenticare e andare avanti.

Video

Arisa – Il tempo che verrà

…Per te, che siano soprattutto carezze…

Il tempo fa la storia
soltanto la memoria
ferma un istante
nella mente mia
Perché lui non aspetta
lui scorre lento e in fretta
non guarda indietro
passa e non si ferma mai

Non so se c’è una fine
né quanto ne rimane
quello che voglio
è provare a non buttarlo via
Pensando al mio passato
e a quello che ho sbagliato
io mi riprendo questa vita
e le occasioni che mi dà
senza nessun rimpianto

Il tempo che verrà
il tempo che verrà
il tempo che verrà
quanta altra vita ci darà
Il tempo che verrà
il tempo che verrà
se schiaffi o se carezze
cosa mi darà

Un’ora sembra un giorno
se aspetto il tuo ritorno
un giorno è un’ora
se tu sei vicino a me
e se si spezza il cuore
il tempo è guaritore
un fiume in piena
porta tutto via con se

Se mai farò un bilancio
di questo lungo viaggio
quello che spero
è di aver donato un po’ di me
Con gli occhi forse stanchi
e coi capelli bianchi
ci sarà tempo per quest’anima
che tempo non ne ha
che cerca eternità

rincorre gli anni miei
con tutti i giorni suoi
ma corre un pò più forte
se i miei sogni sono i tuoi
poi passa e se ne va
il tempo che verrà
se schiaffi o se carezze
cosa mi darà
il tempo che verrà
il tempo che verrà
il tempo che verrà… verrà.

Delirium

dal “New Oxford American Dictionary”:

delirium |diˈli(ə)rēəm|nounan acutely disturbed state of mind that occurs in fever,intoxication, and other disorders and is characterized by restlessness, illusions, and incoherence of thought and speech.• wild excitement or ecstasy.ORIGIN mid 16th cent.: from Latin, from delirare‘deviate, be deranged’ (literally ‘deviate from the furrow’ ), from de- ‘away’ + lira ‘ridge between furrows.’

Rileggere “Scusate se ho quindici anni” e prepararsi a un altro rifiuto. Fissarsi con persone troppo grandi e troppo distanti (psicologicamente, culturalmente e geograficamente). Andare irrimediabilmente in fissa dopo solo un pride e un aperitivo. Avere finalmente qualcosa di nuovo da raccontare ai tuoi amici. Fantasticare troppo, davvero troppo.

Molto spesso, quando scrivo, subisco l’influenza di libri appena letti. Quindi scusatemi se oggi scrivo come Zoe Trope.

Tra le altre cose sto anche passando più tempo del solito su fb, invece di preparare uno di quegli esami che hai prima rimandato per due anni e poi deciso di preparare in 10 giorni.

Decido che se mi impegnerò di più mi noterà. Se organizzerò più occasioni di incontro ovviamente avrò più probabilità di stare con lei. Se farò più attivismo, se mi metterò in prima linea, forse mi considererà diversamente dalla ventitreenne che dimostra sempre meno della sua età che poi sono. Se solo smettessi di passare le giornate su fb, di condividere stupidaggini, potrebbe anche cominciare a considerarmi.

Ma forse tutto questo è sbagliato. L’ho già commesso una volta l’errore di voler crescere troppo in fretta, e l’improvvisa libertà di questi ultimi mesi mi sta definitivamente dando alla testa.

Sarà anche il caldo…bah. In questo caso “Scusate se ho ventitre anni” e secondo certi parametri sono ancora troppo giovane. Scusate se le mie coetanee mi sembrano sempre così insignificanti e letteralmente fatte con lo stampino (cit.).

Alla prossima.

P.S.: Come se tutto ciò non bastasse ho i libri dell’esame pieni di sabbia e una brutta scottatura sulla schiena -.- .