Annie (dodici anni)

Dodici anni. Non sembra vero ma è così. Lo stesso posto, gli stessi gesti, la stessa scena, la stessa data (giorno più, giorno meno). L’avrai sentita anche tu quella forte sensazione di déjà vu? Come se la storia si ripetesse? Gli abbracci erano gli stessi o erano diversi? Quanto sei diversa. Quanto sono diversa. Quando ho capito che ci fosse la seria possibilità che ti trasferissi lontano ho fatto in modo di poterti contattare e vedere. Non ho più paura. È stupido aver paura o vergogna di queste cose. L’importante è l’affetto e la stima che si hanno per una persona, tutto il resto finisce in secondo piano. Quanto è bello scoprire di riuscire a parlare tranquillamente con te da persona adulta. Anche tu ti apri un po’, perché capisci che non sono più la ragazzina che si era presa una cotta per te. Mi dici di andare lontano, ed è quello che voglio fare. Non voglio rimanere incastrata qui. Ti ho già ascoltata quando mi hai consigliato di intraprendere questo nuovo percorso. Grazie Annie, e grazie alla me stessa che ha ascoltato il tuo consiglio. Grazie Annie per essere stata nella mia vita. Grazie per avermi indirettamente mostrato chi sono veramente. Grazie Annie.

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One kiss

Un bacio sulla fronte,
Le mie mani sulle tue.
Chiudi gli occhi,
ti abbandoni.
Ci sarò io,
a proteggerti,
da ora in poi.

Il tuo pensiero non mi ha mai abbandonata, il tuo ricordo continua ad aleggiare intorno a me ed il tuo viso torna a sconvolgere i miei sogni. Le tue labbra che non ho mai avuto il coraggio di baciare, ciò che non ho mai osato chederti, le differenze tra di noi che non ho mai potuto superare. Sono andata via e sono tornata, e tu sei ancora qui. Ma se ti incontro ti evito, provo vergogna, mi sento quasi nuda di fronte a quelle che immagino saranno le tue domande, i tuoi dubbi. Non ho il coraggio di affrontarti. Non ora. Ma arriverà quel momento, tra due mesi appena, in cui potrò finalmente raggiungerti e dirti, orgogliosa: “ce l’ho fatta”. Ce l’ho fatta a raggiungere la mia consapevolezza, quella stessa consapevolezza a cui mi sono per la prima volta affacciata ben nove anni fa grazie a quella tua capacità di fare breccia nel mio cuore. Ce l’ho fatta a raggiungere il mio obiettivo, e da questo momento inizia la mia nuova vita.

Sei ancora nel mio cuore, Annie, e non te ne sei mai andata.

Video

Laura Pausini – Così importante

Giorno dopo giorno 
Sento il tempo che mi sfugge fra le mani ed io 
Lì a rincorrere 
I miei pensieri i desideri 
Di quei mesi a volte amari e senza regole 
Li ricorderai 
Come se fosse stato solo un sogno 
Vivere soltanto di quegli attimi 
E non cercarti più 

Ma non è così importante 
Solo un attimo di forte nostalgia 
Scivolando negli sguardi fra la gente 
Io cammino indifferente per la via 

Colpa di un’estate
Dei profumi di una notte di un momento che 
Non dimentico 
Guidati dalla voglia di sentirsi 
All’improvviso sempre più vicini 
Così vicini che 
Adesso è troppo tardi per pensare 
Di dimenticarti e poi rinascere 
E non cercarti più 

Ma non so cos’è importante 
Se fidarmi o non fidarmi di te 
Di quel viso così impresso nella mente 
Non saprei ma ci penso sempre sai 
E non c’è niente 
Che cancelli il ricordo di te 
Di uno sguardo malinconico e sognante 
Dove sei dimmi adesso dove sei 
E in un attimo ritorno al mio presente 
E vorrei che tu fossi ancora qui 

Tu che sei così importante 
Puoi sentire il mio bisogno di te 
Nei tuoi occhi vedo acqua trasparente 
Come un fiume travolgente dentro me

Video

Laura Pausini – Celeste

Avrai gli occhi di tuo padre
e la sua malinconia
il silenzio senza tempo che pervade
al tramonto la marea
Arriverai
con la luna di settembre
che verserà
il suo latte dentro me
e ti amerò
come accade nelle favole per sempre…

ti aspetterò
senza andar via
come fanno già le rondini nell’aria
nella terra mia
che invecchia ma
sulla scia di un’altra età ballando
sogna
mentre la tenera luce dell’est
all’alba illumina speranze e ginestre
e il cielo è così…celeste…
celeste…

Avrai libri, sandali e secchielli
luminosi “amarcord”
saranno neri come i miei i tuoi capelli
ma in un attimo lo so
volerai via
verso l’isola lontana
di una città
come ho fatto un giorno anch’io
amore mio
perché il sole può scordarsi della luna…

ti aspetterò
e prima o poi
arriverai senza nemmeno far rumore
ti sentirò
e resterai
mentre ormai le foglie cambiano colore
al mio paese che ancora non sai
dove l’autunno odora di caldarroste
e il cielo è così…celeste!

Come il soffio della vita
che spalanca anche le imposte
e a sorridere ti invita
anche quando non lo vuoi
questo vento innamorato
che anche tu respirerai che respirerai…

e poi avrò il coraggio di aspettarti
ancora un po’
ti prometto che vedrai dalle finestre
un cielo così…celeste…
celeste…
un cielo così celeste…

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Laura Pausini – Resta in Ascolto (album)

Ho sognato te. Una casa, una famiglia, un amore, il tuo amore. Noi due insieme. Ho ascoltato questo vecchio album fino ad imparare ogni parola a memoria, fino a riconoscere in ogni parola un frammento di noi, di ciò che potremmo essere, di ciò che non saremo mai. Ho sognato il tuo viso. Non ho immagini di te, solo ricordi, perché, come afferma un mio caro amico, se qualcosa non ti resta in testa vuol dire forse che non era degno di essere ricordato. E tu ne sei più che degna. Così conservo la tua immagine nel mio cuore, un po’ idealizzata forse, qualche volta rinfrescata da un fortuito incontro, spesso annebbiata.
Un mese fa ho ripreso a pensarti. Quando avevo quindici anni sognavo già di stare con te, di frequentare la tua casa, di colmare quel vuoto nella tua vita che non avevi vergogna di esprimere. Era un bambino ciò che volevi, ed allora, prima di capire che ciò che provavo non era soltanto il trasporto per una persona che si ammira molto, prima di capire di amarti come può amare una quindicenne goffa, inesperta e un po’ incosciente, era il tuo bene che volevo, la tua felicità che anelavo. La nostalgia e la paura di perderti hanno fatto il resto.

Annie – incontro inaspettato

…e poi un pomeriggio, un pomeriggio come un altro di questo periodo vuoto e senza stimoli, decidi di attraversare la strade sulle strisce pedonali e voltandoti di tre quarti per controllare che non arrivino auto te la trovi di fronte, la sua auto (ferma sulle strisce) tra di voi e non puoi fare altro che sorridere in modo ebete e lei si chiede ad alta voce “Ma chi abbiamo qui?” nel suo solito modo scanzonato e continui a sorridere e ti chiede “Che fai non mi dai neanche più un bacio?”. Ti lasci trasportare dalle sue domande, non capisci più niente, farfugli, e ti chiede cos’hai e dici che è il freddo a farti quest’effetto, lo stesso di otto anni fa, e invece è quest’incontro che non ti aspettavi. Ti chiede di te, dello studio, e per la prima volta le chiedi di lei. E poi deve andare via. La lasci andare, sorridi di nuovo e vorresti baciarla, questa volta per davvero.

The Graveyard’s girl

Bond, “Born” – Quixote

Era una mattina di sole al volgere del secolo. Eravamo in un cimitero per la commemorazione dei caduti di guerra, in fila, tra le lapidi, ascoltavano, senza capire, in realtà, infiniti discorsi di adulti su argomenti troppo distanti dalla nostra innocenza di undicenni. Eri la nuova arrivata. Nel tuo paese c’era stata una guerra, eri dovuta fuggire. Avevi un fratello gemello. Ti vedevo fragile, sola, bisognosa di protezione.
Eri nuova, eri sola, ed anch’io lo ero. Continua a leggere

Just Annie

Eros Ramazzotti – “Il buio ha i tuoi occhi”

Sette anni sono trascorsi da quell’estate passata a sognare di vederti, di incontrarti, quell’estate in cui ogni giorno era semplicemente un giorno in meno che mi separava dal rivederti, un giorno in meno barrato sul calendario che mi ero costruita per l’occasione e che culminava nel primo giorno del nuovo anno scolastico. Ti amavo senza vederci nulla di sbagliato, avevo quindici anni, e tu forse quaranta o più, avevo quindici anni e amavo te, una donna. Continua a leggere

Tiziano e Sarah – Coming Out, drammi e paura nel mondo di oggi

Il coming out di Tiziano Ferro ha fatto il giro del mondo ed in questi giorni si contende la scena con un fatto tanto drammatico quanto questo coming out tanto atteso ci fa sorridere. Sarah è morta due volte, scrivono quegli invasati di Pontifex, sì, Sarah è morta due volte, ma non per i motivi che tirano in ballo loro, perché non era battezzata o perché a parer loro il funerale è stato sciatto, no, Sara è morta due volte la prima volta per mano del suo aguzzino, la seconda sbranata e spolpata dai media, che non hanno ancora finito di cibarsi dei suoi resti. Continua a leggere