Annie (dodici anni)

Dodici anni. Non sembra vero ma è così. Lo stesso posto, gli stessi gesti, la stessa scena, la stessa data (giorno più, giorno meno). L’avrai sentita anche tu quella forte sensazione di déjà vu? Come se la storia si ripetesse? Gli abbracci erano gli stessi o erano diversi? Quanto sei diversa. Quanto sono diversa. Quando ho capito che ci fosse la seria possibilità che ti trasferissi lontano ho fatto in modo di poterti contattare e vedere. Non ho più paura. È stupido aver paura o vergogna di queste cose. L’importante è l’affetto e la stima che si hanno per una persona, tutto il resto finisce in secondo piano. Quanto è bello scoprire di riuscire a parlare tranquillamente con te da persona adulta. Anche tu ti apri un po’, perché capisci che non sono più la ragazzina che si era presa una cotta per te. Mi dici di andare lontano, ed è quello che voglio fare. Non voglio rimanere incastrata qui. Ti ho già ascoltata quando mi hai consigliato di intraprendere questo nuovo percorso. Grazie Annie, e grazie alla me stessa che ha ascoltato il tuo consiglio. Grazie Annie per essere stata nella mia vita. Grazie per avermi indirettamente mostrato chi sono veramente. Grazie Annie.

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Citazione

Le passioni umane sono una cosa molto misteriosa e per i bambini le cose non stanno diversamente che per i grandi. Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno mai provato nulla di simile non le possono comprendere. Ci sono persone che mettono in gioco la loro esistenza per raggiungere la vetta di una montagna. A nessuno, neppure a se stessi, potrebbero realmente spiegare perché lo fanno. Altri si rovinano per conquistare il cuore di una persona che non ne vuole sapere di loro. E altri ancora vanno in rovina perché non sanno resistere ai piaceri della gola, o a quelli della bottiglia. Alcuni buttano tutti i loro beni nel gioco, oppure sacrificano ogni cosa per un’idea fissa, che mai potrà diventare realtà. Altri credono di poter essere felici soltanto in un luogo diverso da quello dove si trovano e così passano la vita girando il mondo. E altri ancora non trovano pace fino a quando non hanno ottenuto il potere. Insomma, ci sono tante e diverse passioni, quante e diverse sono le persone.

Michael Ende, “La Storia Infinita”

Confession

‎”Vi sono momenti in cui uno si trova nella necessità di scegliere fra il vivere la propria vita piena, intera completa, o trascinare una falsa, vergognosa, degradante esistenza quale il mondo, nella sua grande ipocrisia, gli domanda”.
Oscar Wilde, “Aforismi”

Fino ad un anno fa ero abituata a provare sentimenti impossibili per donne troppo distanti e inarrivabili: era il mio modo per tenere a distanza la possibilità che quello che da sempre provavo potesse tramutarsi in realtà. Per quattro anni ho fatto la brava bambina, sono stata con un ragazzo, ma esattamente un anno fa sono arrivata ad un punto di non ritorno per cui ero costretta a scegliere tra ciò che gli altri si aspettavano da me e ciò che mi avrebbe fatto star bene e in pace con me stessa. Così ho detto basta.

è passato un anno, ho stretto bellissime amicizie e mi sono detta che l’importante per il momento era star bene e terminare il mio percorso di accettazione. Quasi senza accorgermene in questi anni ho tramutato anche il sentimento più positivo in odio, apparentemente odio verso la persona perché non mi avrebbe mai ricambiata, ma in realtà odio verso di essa per quello che era capace di suscitarmi. Ho odiato troppo, e troppo odio ti inaridisce dentro, ti rende incapace di provare qualcosa di puro e disinteressato come ciò che provavo quando ero più piccola.

è passato un anno e senza neanche accorgermene mi si affacciato dentro uno spiraglio di luce e tutta la rabbia, o almeno buona parte di essa, che mi ero tenuta dentro, è stata spazzata via. Non esagero se vi dico che da circa un mese a questa parte il mio cuore letteralmente scoppia di tenerezza, penso sia proprio la parola giusta. Il desiderio di dolcezza, calore e affetto spazzano via quello meramente carnale che mi costringevo a provare per la paura di farmi nuovamente spezzare il cuore come sei anni fa. Tuttavia la paura non è andata via, si è fatta più sottile, ha assunto nuove forme, ricalcando allo stesso tempo vecchie abitudini. Ed ora come allora ho paura che i miei sogni più dolci e più segreti possano tramutarsi in realtà, ho paura di non essere abbastanza, di essere troppo piccola, stupida o infantile per poter anche solo lontanamente suscitare il suo interesse. Così tentenno, evito contatti superflui, accampo scuse a cui non crede nessuno o mi infliggo colpe per cose che non mi comprendono neanche lontanamente. E mando a quel paese anche la più piccola possibilità di “successo”. Perché va bene così. Perché non mi reputo abbastanza degna, perché sento di non meritarmela quella felicità che tanto desidero. Perché anche questa volta mi passerà come mi è passata altre volte, basta solo avere pazienza, stringere i denti e dimenticare. Dimenticare e andare avanti.

Video

Laura Pausini – Così importante

Giorno dopo giorno 
Sento il tempo che mi sfugge fra le mani ed io 
Lì a rincorrere 
I miei pensieri i desideri 
Di quei mesi a volte amari e senza regole 
Li ricorderai 
Come se fosse stato solo un sogno 
Vivere soltanto di quegli attimi 
E non cercarti più 

Ma non è così importante 
Solo un attimo di forte nostalgia 
Scivolando negli sguardi fra la gente 
Io cammino indifferente per la via 

Colpa di un’estate
Dei profumi di una notte di un momento che 
Non dimentico 
Guidati dalla voglia di sentirsi 
All’improvviso sempre più vicini 
Così vicini che 
Adesso è troppo tardi per pensare 
Di dimenticarti e poi rinascere 
E non cercarti più 

Ma non so cos’è importante 
Se fidarmi o non fidarmi di te 
Di quel viso così impresso nella mente 
Non saprei ma ci penso sempre sai 
E non c’è niente 
Che cancelli il ricordo di te 
Di uno sguardo malinconico e sognante 
Dove sei dimmi adesso dove sei 
E in un attimo ritorno al mio presente 
E vorrei che tu fossi ancora qui 

Tu che sei così importante 
Puoi sentire il mio bisogno di te 
Nei tuoi occhi vedo acqua trasparente 
Come un fiume travolgente dentro me

Video

Laura Pausini – Celeste

Avrai gli occhi di tuo padre
e la sua malinconia
il silenzio senza tempo che pervade
al tramonto la marea
Arriverai
con la luna di settembre
che verserà
il suo latte dentro me
e ti amerò
come accade nelle favole per sempre…

ti aspetterò
senza andar via
come fanno già le rondini nell’aria
nella terra mia
che invecchia ma
sulla scia di un’altra età ballando
sogna
mentre la tenera luce dell’est
all’alba illumina speranze e ginestre
e il cielo è così…celeste…
celeste…

Avrai libri, sandali e secchielli
luminosi “amarcord”
saranno neri come i miei i tuoi capelli
ma in un attimo lo so
volerai via
verso l’isola lontana
di una città
come ho fatto un giorno anch’io
amore mio
perché il sole può scordarsi della luna…

ti aspetterò
e prima o poi
arriverai senza nemmeno far rumore
ti sentirò
e resterai
mentre ormai le foglie cambiano colore
al mio paese che ancora non sai
dove l’autunno odora di caldarroste
e il cielo è così…celeste!

Come il soffio della vita
che spalanca anche le imposte
e a sorridere ti invita
anche quando non lo vuoi
questo vento innamorato
che anche tu respirerai che respirerai…

e poi avrò il coraggio di aspettarti
ancora un po’
ti prometto che vedrai dalle finestre
un cielo così…celeste…
celeste…
un cielo così celeste…

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Laura Pausini – Resta in Ascolto (album)

Ho sognato te. Una casa, una famiglia, un amore, il tuo amore. Noi due insieme. Ho ascoltato questo vecchio album fino ad imparare ogni parola a memoria, fino a riconoscere in ogni parola un frammento di noi, di ciò che potremmo essere, di ciò che non saremo mai. Ho sognato il tuo viso. Non ho immagini di te, solo ricordi, perché, come afferma un mio caro amico, se qualcosa non ti resta in testa vuol dire forse che non era degno di essere ricordato. E tu ne sei più che degna. Così conservo la tua immagine nel mio cuore, un po’ idealizzata forse, qualche volta rinfrescata da un fortuito incontro, spesso annebbiata.
Un mese fa ho ripreso a pensarti. Quando avevo quindici anni sognavo già di stare con te, di frequentare la tua casa, di colmare quel vuoto nella tua vita che non avevi vergogna di esprimere. Era un bambino ciò che volevi, ed allora, prima di capire che ciò che provavo non era soltanto il trasporto per una persona che si ammira molto, prima di capire di amarti come può amare una quindicenne goffa, inesperta e un po’ incosciente, era il tuo bene che volevo, la tua felicità che anelavo. La nostalgia e la paura di perderti hanno fatto il resto.

Stanotte ti ho sognata. Probabilmente perché ieri ho visto una ragazza sull’autobus ed ho trovato che ti somigliasse molto. Ed ho constatato di essere stata per molto tempo innamorata di te senza neanche rendermene conto, perché la mia parte razionale voleva odiarti, ed io davo ascolto solo a lei, allora. Nel mio sogno piangevi, e mi abbracciavi, ed io esultavo per questo, esultavo perché finalmente dimostravi di aver bisogno di me, di aver bisogno di qualcuno. Ma la cosa che mi ha più sconvolta è stato il motivo per cui piangevi: piangevi per le discriminazioni, perché eri stufa di provare dolore, di nasconderti, di essere odiata per ciò che sei. Eri stufa di essere odiata perché lesbica. Ma non eri tu che parlavi, non era te che abbracciavo. Stavo abbracciando e consolando me stessa, strano ma vero la “vera me stessa”, quella che dietro la faccia di bronzo rappresentata da questo blog, ha ancora tanta paura di mettersi completamente a nudo, quella che, nonostante porti con orgoglio la spilla comprata al pride ben in vista, è ancora terrorizzata dalla prospettiva di non essere più amata dopo il coming out definitivo. Mi sei tornata in mente mentre scendevo con cautela gli scalini nel cortile della biblioteca bagnati dalla pioggia battente, salvo ricordare, con un pugno nello stomaco, che M**** L****** non ha mai avuto bisogno di me.

Just Annie

Eros Ramazzotti – “Il buio ha i tuoi occhi”

Sette anni sono trascorsi da quell’estate passata a sognare di vederti, di incontrarti, quell’estate in cui ogni giorno era semplicemente un giorno in meno che mi separava dal rivederti, un giorno in meno barrato sul calendario che mi ero costruita per l’occasione e che culminava nel primo giorno del nuovo anno scolastico. Ti amavo senza vederci nulla di sbagliato, avevo quindici anni, e tu forse quaranta o più, avevo quindici anni e amavo te, una donna. Continua a leggere

Sirena – One Year Later

Elisa – “Eppure sentire (un senso di te)”

Così vicina da poterti sfiorare e allo stesso tempo così distante, così irraggiungibile.

Mi ritrovo a desiderarti ancora, a distanza di un anno, proprio ora che il destino potrebbe separarci o allo stesso modo unirci per sempre. Questa notte la fantasia mi ha portata lontana nel tempo, questa notte ho immaginato il mio futuro con te.  Continua a leggere