Citazione

Lei non voleva andare a casa.
Voleva restare lì, voleva qualcosa che sarebbe stato gravissimo ammettere.
Voleva.
Quando è successo? Quando hai capito che stasera non tornerai a casa uguale?
Gli aveva detto toccami, e stavolta non era un invito finto, incollato male, maldestro.
Lo aveva guardato senza abbassare lo sguardo, e se glielo avessero detto, prima, che sarebbe stata così lucida, così presente, così perfettamente in grado di ricordare tutto, dopo, senza che la nebbia dell’emozione giungesse a confonderla, avrebbe detto vi sbagliate, è la prima volta, avrò pure qualche cedimento.
Invece, aveva fatto l’amore come una donna.
Si era spogliata senza languori, senza capricci, senza spinte e rossori e mani a coprirsi in un ultimo assalto di reticenza, senza accovacciarsi e proteggersi e scostarsi. Gli aveva detto sono questa, e la mia età non conta niente perché non sento limiti.
Si era allungata sul sedile del passeggero. Lui l’aveva sfiorata senza lasciarsi limitare da una mappa, non tradendo neppure una parte di lei, indugiando in ogni più piccola baia, in ogni piega, e poi aveva ripetuto lo stesso viaggio baciandola.
I libri non possono dire tutto, ci sono cose che vanno vissute.
I libri dicono che soffrirai, che il dolore del cambiamento sarà lancinante, appuntito, come un chiodo in un polso, che toglierà al gusto gran parte dell’energia. E invece non è così, non è così affatto. È solo un pizzico, come quando ti afferri fra due dita un lembo di pelle e stringi e lasci subito andare. È un lampo breve e neanche troppo intenso. E non c’è niente di osceno nel modo in cui arriva il piacere. Non c’è niente di quello che diceva tua madre solo a sospettare che il pensiero del sesso ti sfiorasse
Questo tuo stare qui, con le ginocchia che sfiorano parti di auto che non sai quali sono, con la pelle che pare venuta fuori dal mare, e lui, imprigionato e libero nel tuo grembo, non c’è niente che a ripensarlo possa farti venire altro che nostalgia. Vorresti dirglielo, il suo orecchio è così vicino, vorresti dirglielo, grazie grazie un milione di grazie, grazie perché la tua carne è mia, perché ti sento solo a un gradino dall’anima, perché ti muovi come un’onda buona che liscia la spiaggia, perché questa cosa strana, imprevista, che i libri dicono e non dicono affatto, mi fa sentire libera come se la libertà fossi io in persona. Ma stai zitta, e non per pudore, ma perché qualsiasi parola, adesso, ti impedirebbe di sentire le cose come le vuoi sentire. Non c’è niente, niente, che non rifaresti tra un attimo esatto. Rimasero fermi, abbracciati, nella stessa posa che avrebbe potuto sembrare scomoda e precaria ma era solo intima. Caterina sentì un calore sul viso e capì di stare piangendo.

Amabile Giusti, “Non c’è niente che fa male così”

 

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