Chains

Sento il bisogno di piangere, ferire, pugnalare, fare male. Di nuovo e come sempre un sentimento positivo si sta semplicemente trasformando in negativo e non perché abbia subito un torto reale ma perché mi sento ingiustamente ignorata. Ma in fondo la colpa è mia e non posso far altro che biasimare me stessa perché non le ho fatto neanche lontanamente capire che mi piace.

L’unica cosa che posso fare per cambiare la situazione è dirglielo, come feci a 12 anni con quel ragazzino biondo e cicciottello che mi aveva rapito il cuore. Devo spezzare la catena della paura, una volta per tutte.

Confession

‎”Vi sono momenti in cui uno si trova nella necessità di scegliere fra il vivere la propria vita piena, intera completa, o trascinare una falsa, vergognosa, degradante esistenza quale il mondo, nella sua grande ipocrisia, gli domanda”.
Oscar Wilde, “Aforismi”

Fino ad un anno fa ero abituata a provare sentimenti impossibili per donne troppo distanti e inarrivabili: era il mio modo per tenere a distanza la possibilità che quello che da sempre provavo potesse tramutarsi in realtà. Per quattro anni ho fatto la brava bambina, sono stata con un ragazzo, ma esattamente un anno fa sono arrivata ad un punto di non ritorno per cui ero costretta a scegliere tra ciò che gli altri si aspettavano da me e ciò che mi avrebbe fatto star bene e in pace con me stessa. Così ho detto basta.

è passato un anno, ho stretto bellissime amicizie e mi sono detta che l’importante per il momento era star bene e terminare il mio percorso di accettazione. Quasi senza accorgermene in questi anni ho tramutato anche il sentimento più positivo in odio, apparentemente odio verso la persona perché non mi avrebbe mai ricambiata, ma in realtà odio verso di essa per quello che era capace di suscitarmi. Ho odiato troppo, e troppo odio ti inaridisce dentro, ti rende incapace di provare qualcosa di puro e disinteressato come ciò che provavo quando ero più piccola.

è passato un anno e senza neanche accorgermene mi si affacciato dentro uno spiraglio di luce e tutta la rabbia, o almeno buona parte di essa, che mi ero tenuta dentro, è stata spazzata via. Non esagero se vi dico che da circa un mese a questa parte il mio cuore letteralmente scoppia di tenerezza, penso sia proprio la parola giusta. Il desiderio di dolcezza, calore e affetto spazzano via quello meramente carnale che mi costringevo a provare per la paura di farmi nuovamente spezzare il cuore come sei anni fa. Tuttavia la paura non è andata via, si è fatta più sottile, ha assunto nuove forme, ricalcando allo stesso tempo vecchie abitudini. Ed ora come allora ho paura che i miei sogni più dolci e più segreti possano tramutarsi in realtà, ho paura di non essere abbastanza, di essere troppo piccola, stupida o infantile per poter anche solo lontanamente suscitare il suo interesse. Così tentenno, evito contatti superflui, accampo scuse a cui non crede nessuno o mi infliggo colpe per cose che non mi comprendono neanche lontanamente. E mando a quel paese anche la più piccola possibilità di “successo”. Perché va bene così. Perché non mi reputo abbastanza degna, perché sento di non meritarmela quella felicità che tanto desidero. Perché anche questa volta mi passerà come mi è passata altre volte, basta solo avere pazienza, stringere i denti e dimenticare. Dimenticare e andare avanti.

Laura Pausini – Resta in Ascolto (album)

Ho sognato te. Una casa, una famiglia, un amore, il tuo amore. Noi due insieme. Ho ascoltato questo vecchio album fino ad imparare ogni parola a memoria, fino a riconoscere in ogni parola un frammento di noi, di ciò che potremmo essere, di ciò che non saremo mai. Ho sognato il tuo viso. Non ho immagini di te, solo ricordi, perché, come afferma un mio caro amico, se qualcosa non ti resta in testa vuol dire forse che non era degno di essere ricordato. E tu ne sei più che degna. Così conservo la tua immagine nel mio cuore, un po’ idealizzata forse, qualche volta rinfrescata da un fortuito incontro, spesso annebbiata.
Un mese fa ho ripreso a pensarti. Quando avevo quindici anni sognavo già di stare con te, di frequentare la tua casa, di colmare quel vuoto nella tua vita che non avevi vergogna di esprimere. Era un bambino ciò che volevi, ed allora, prima di capire che ciò che provavo non era soltanto il trasporto per una persona che si ammira molto, prima di capire di amarti come può amare una quindicenne goffa, inesperta e un po’ incosciente, era il tuo bene che volevo, la tua felicità che anelavo. La nostalgia e la paura di perderti hanno fatto il resto.

The Graveyard’s girl

Bond, “Born” – Quixote

Era una mattina di sole al volgere del secolo. Eravamo in un cimitero per la commemorazione dei caduti di guerra, in fila, tra le lapidi, ascoltavano, senza capire, in realtà, infiniti discorsi di adulti su argomenti troppo distanti dalla nostra innocenza di undicenni. Eri la nuova arrivata. Nel tuo paese c’era stata una guerra, eri dovuta fuggire. Avevi un fratello gemello. Ti vedevo fragile, sola, bisognosa di protezione.
Eri nuova, eri sola, ed anch’io lo ero. Continua a leggere

Just Annie

Eros Ramazzotti – “Il buio ha i tuoi occhi”

Sette anni sono trascorsi da quell’estate passata a sognare di vederti, di incontrarti, quell’estate in cui ogni giorno era semplicemente un giorno in meno che mi separava dal rivederti, un giorno in meno barrato sul calendario che mi ero costruita per l’occasione e che culminava nel primo giorno del nuovo anno scolastico. Ti amavo senza vederci nulla di sbagliato, avevo quindici anni, e tu forse quaranta o più, avevo quindici anni e amavo te, una donna. Continua a leggere