Citazione
I baci non saranno mai troppi, gli abbracci mai abbastanza. Gli sguardi mai troppo carichi di emozioni, i sentimenti che ci colmano il cuore e che si nutrono gli uni degli altri mai così tanti da farlo scoppiare, nonostante sia questa la sensazione, ora. In ogni separazione c’è tristezza e c’è dolcezza, perché in essa si guarda già alla prossima volta in cui i nostri sguardi si incroceranno, le nostre mani si stringeranno e saremo di nuovo insieme. Di nuovo io e te.
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La mia dolce realtà

Nek – “Semplici emozioni”

Sei la mia dolce realtà, il mio tenero presente, l’amore vissuto giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto, la gioia nel rivederti, di baciarti ancora, poterti stringere tra le braccia e coccolarti per momenti interminabili, ascoltando canzoni che fanno già parte di noi. Sei il dolore e la dolcezza di ogni addio, il bisogno immediato di essere di nuovo con te, ancora su quel ponte, alla luce dei lampioni, e stringerti a me e farti sentire che ci sono, che sono qui per te, solo per te.

Fate

Claudio Baglioni – “E tu”

Claudio Baglioni – “Tienimi con te”

è stato destino, lo so. Ultimamente mi accade spesso. è stato il destino a farci trovare la stessa sera in quel locale, sulla stessa lunghezza d’onda, entrambe che cercavamo di capire perché eravamo state rifiutate da altre. E ci siamo trovate. All’inizio pensavo che sarebbe iniziata e finità lì, ma ci siamo viste altre due, tre, quattro volte, ed ogni volta il desiderio di vederti, di tenerti la mano, di parlarti, e soprattutto di baciarti, cresceva. Non è passato neanche un mese e già sento che mi sto innamorando di te, non è passato neanche un mese e se non ti sento tutti i giorni sto male. Ma tu non mi stai facendo del male, affatto. Sei il mio balsamo, sei la mia boccata di aria fresca, sei l’unica che mi fa dimenticare tutte le Hermione di questo mondo. Mi fai dimenticare di essere stata rifiutata per ciò che provavo e solo se mi fermo a pensare mi rendo conto di essere ricambiata per la prima volta nella mia vita e soprattutto da chi DAVVERO voglio. Ma per il resto prendo questi momenti con te nella loro pienezza e non penso, ma agisco, VIVO. Tu mi fai vivere. E non ho più paura, come all’inizio, di pronunciare, di scrivere, quelle due paroline che mi vengono in mente ogni volta che ti penso. Quelle due paroline così cariche di significato ma anche di aspettativa. E così sublimo, te lo dico in un altro modo, che ti adoro, che per me sei speciale, che stai cambiando la mia vita in meglio. Che ti amo lo senti, che ho per te un’immensa tenerezza che parte dal cuore lo percepisci. E sento che anche per te è lo stesso, e questa è la cosa più bella.

One kiss

Un bacio sulla fronte,
Le mie mani sulle tue.
Chiudi gli occhi,
ti abbandoni.
Ci sarò io,
a proteggerti,
da ora in poi.

Il tuo pensiero non mi ha mai abbandonata, il tuo ricordo continua ad aleggiare intorno a me ed il tuo viso torna a sconvolgere i miei sogni. Le tue labbra che non ho mai avuto il coraggio di baciare, ciò che non ho mai osato chederti, le differenze tra di noi che non ho mai potuto superare. Sono andata via e sono tornata, e tu sei ancora qui. Ma se ti incontro ti evito, provo vergogna, mi sento quasi nuda di fronte a quelle che immagino saranno le tue domande, i tuoi dubbi. Non ho il coraggio di affrontarti. Non ora. Ma arriverà quel momento, tra due mesi appena, in cui potrò finalmente raggiungerti e dirti, orgogliosa: “ce l’ho fatta”. Ce l’ho fatta a raggiungere la mia consapevolezza, quella stessa consapevolezza a cui mi sono per la prima volta affacciata ben nove anni fa grazie a quella tua capacità di fare breccia nel mio cuore. Ce l’ho fatta a raggiungere il mio obiettivo, e da questo momento inizia la mia nuova vita.

Sei ancora nel mio cuore, Annie, e non te ne sei mai andata.

Desideri semplici

Gemelli Diversi – Cosa Vuoi? (Boom!)

Fai attenzione a ciò che desideri, mi dico, perché desideri semplici ed allo stesso tempo profondi ed articolati nella loro essenza, mi hanno già prosciugato l’anima. Cosa voglio? Costruire qualcosa di importante con te, essere il tuo scoglio, il porto sicuro a cui approdare nei momenti di insicurezza, farti capire che sono diversa dall’immagine che hai delle mie coetanee, avere la possibilità di conoscerti. Vorrei che tu capissi che la tua vita comincia ora e che anche la mia è ricominciata da poco e che proprio per questo potremmo imparare insieme come si costrusce una relazione tra due donne. Vorrei uno straccio di possibilità. Ho capito che non sei nello stato d’animo adatto per curarti di questa tenerezza che provo nei tuoi confronti, so di essermi costruita nella testa questo film bellissimo in cui siamo un tutt’uno, nonostante le differenze tra di noi che già riconosco. Eppure sogno di costruire con te un qualcosa di stabile e duraturo, una famiglia, una vita insieme. Desideri semplici.

Chains

Sento il bisogno di piangere, ferire, pugnalare, fare male. Di nuovo e come sempre un sentimento positivo si sta semplicemente trasformando in negativo e non perché abbia subito un torto reale ma perché mi sento ingiustamente ignorata. Ma in fondo la colpa è mia e non posso far altro che biasimare me stessa perché non le ho fatto neanche lontanamente capire che mi piace.

L’unica cosa che posso fare per cambiare la situazione è dirglielo, come feci a 12 anni con quel ragazzino biondo e cicciottello che mi aveva rapito il cuore. Devo spezzare la catena della paura, una volta per tutte.

Confession

‎”Vi sono momenti in cui uno si trova nella necessità di scegliere fra il vivere la propria vita piena, intera completa, o trascinare una falsa, vergognosa, degradante esistenza quale il mondo, nella sua grande ipocrisia, gli domanda”.
Oscar Wilde, “Aforismi”

Fino ad un anno fa ero abituata a provare sentimenti impossibili per donne troppo distanti e inarrivabili: era il mio modo per tenere a distanza la possibilità che quello che da sempre provavo potesse tramutarsi in realtà. Per quattro anni ho fatto la brava bambina, sono stata con un ragazzo, ma esattamente un anno fa sono arrivata ad un punto di non ritorno per cui ero costretta a scegliere tra ciò che gli altri si aspettavano da me e ciò che mi avrebbe fatto star bene e in pace con me stessa. Così ho detto basta.

è passato un anno, ho stretto bellissime amicizie e mi sono detta che l’importante per il momento era star bene e terminare il mio percorso di accettazione. Quasi senza accorgermene in questi anni ho tramutato anche il sentimento più positivo in odio, apparentemente odio verso la persona perché non mi avrebbe mai ricambiata, ma in realtà odio verso di essa per quello che era capace di suscitarmi. Ho odiato troppo, e troppo odio ti inaridisce dentro, ti rende incapace di provare qualcosa di puro e disinteressato come ciò che provavo quando ero più piccola.

è passato un anno e senza neanche accorgermene mi si affacciato dentro uno spiraglio di luce e tutta la rabbia, o almeno buona parte di essa, che mi ero tenuta dentro, è stata spazzata via. Non esagero se vi dico che da circa un mese a questa parte il mio cuore letteralmente scoppia di tenerezza, penso sia proprio la parola giusta. Il desiderio di dolcezza, calore e affetto spazzano via quello meramente carnale che mi costringevo a provare per la paura di farmi nuovamente spezzare il cuore come sei anni fa. Tuttavia la paura non è andata via, si è fatta più sottile, ha assunto nuove forme, ricalcando allo stesso tempo vecchie abitudini. Ed ora come allora ho paura che i miei sogni più dolci e più segreti possano tramutarsi in realtà, ho paura di non essere abbastanza, di essere troppo piccola, stupida o infantile per poter anche solo lontanamente suscitare il suo interesse. Così tentenno, evito contatti superflui, accampo scuse a cui non crede nessuno o mi infliggo colpe per cose che non mi comprendono neanche lontanamente. E mando a quel paese anche la più piccola possibilità di “successo”. Perché va bene così. Perché non mi reputo abbastanza degna, perché sento di non meritarmela quella felicità che tanto desidero. Perché anche questa volta mi passerà come mi è passata altre volte, basta solo avere pazienza, stringere i denti e dimenticare. Dimenticare e andare avanti.

Delirium

dal “New Oxford American Dictionary”:

delirium |diˈli(ə)rēəm|nounan acutely disturbed state of mind that occurs in fever,intoxication, and other disorders and is characterized by restlessness, illusions, and incoherence of thought and speech.• wild excitement or ecstasy.ORIGIN mid 16th cent.: from Latin, from delirare‘deviate, be deranged’ (literally ‘deviate from the furrow’ ), from de- ‘away’ + lira ‘ridge between furrows.’

Rileggere “Scusate se ho quindici anni” e prepararsi a un altro rifiuto. Fissarsi con persone troppo grandi e troppo distanti (psicologicamente, culturalmente e geograficamente). Andare irrimediabilmente in fissa dopo solo un pride e un aperitivo. Avere finalmente qualcosa di nuovo da raccontare ai tuoi amici. Fantasticare troppo, davvero troppo.

Molto spesso, quando scrivo, subisco l’influenza di libri appena letti. Quindi scusatemi se oggi scrivo come Zoe Trope.

Tra le altre cose sto anche passando più tempo del solito su fb, invece di preparare uno di quegli esami che hai prima rimandato per due anni e poi deciso di preparare in 10 giorni.

Decido che se mi impegnerò di più mi noterà. Se organizzerò più occasioni di incontro ovviamente avrò più probabilità di stare con lei. Se farò più attivismo, se mi metterò in prima linea, forse mi considererà diversamente dalla ventitreenne che dimostra sempre meno della sua età che poi sono. Se solo smettessi di passare le giornate su fb, di condividere stupidaggini, potrebbe anche cominciare a considerarmi.

Ma forse tutto questo è sbagliato. L’ho già commesso una volta l’errore di voler crescere troppo in fretta, e l’improvvisa libertà di questi ultimi mesi mi sta definitivamente dando alla testa.

Sarà anche il caldo…bah. In questo caso “Scusate se ho ventitre anni” e secondo certi parametri sono ancora troppo giovane. Scusate se le mie coetanee mi sembrano sempre così insignificanti e letteralmente fatte con lo stampino (cit.).

Alla prossima.

P.S.: Come se tutto ciò non bastasse ho i libri dell’esame pieni di sabbia e una brutta scottatura sulla schiena -.- .

Laura Pausini – Resta in Ascolto (album)

Ho sognato te. Una casa, una famiglia, un amore, il tuo amore. Noi due insieme. Ho ascoltato questo vecchio album fino ad imparare ogni parola a memoria, fino a riconoscere in ogni parola un frammento di noi, di ciò che potremmo essere, di ciò che non saremo mai. Ho sognato il tuo viso. Non ho immagini di te, solo ricordi, perché, come afferma un mio caro amico, se qualcosa non ti resta in testa vuol dire forse che non era degno di essere ricordato. E tu ne sei più che degna. Così conservo la tua immagine nel mio cuore, un po’ idealizzata forse, qualche volta rinfrescata da un fortuito incontro, spesso annebbiata.
Un mese fa ho ripreso a pensarti. Quando avevo quindici anni sognavo già di stare con te, di frequentare la tua casa, di colmare quel vuoto nella tua vita che non avevi vergogna di esprimere. Era un bambino ciò che volevi, ed allora, prima di capire che ciò che provavo non era soltanto il trasporto per una persona che si ammira molto, prima di capire di amarti come può amare una quindicenne goffa, inesperta e un po’ incosciente, era il tuo bene che volevo, la tua felicità che anelavo. La nostalgia e la paura di perderti hanno fatto il resto.