Tiziano e Sarah – Coming Out, drammi e paura nel mondo di oggi

Il coming out di Tiziano Ferro ha fatto il giro del mondo ed in questi giorni si contende la scena con un fatto tanto drammatico quanto questo coming out tanto atteso ci fa sorridere. Sarah è morta due volte, scrivono quegli invasati di Pontifex, sì, Sarah è morta due volte, ma non per i motivi che tirano in ballo loro, perché non era battezzata o perché a parer loro il funerale è stato sciatto, no, Sara è morta due volte la prima volta per mano del suo aguzzino, la seconda sbranata e spolpata dai media, che non hanno ancora finito di cibarsi dei suoi resti.

Sarah aveva 15 anni e tutta una vita davanti. Quando penso alla sua morte mi tornano in mente i miei di 15 anni, tutte le illusioni e le speranze di quell’età, quando pensi ancora all’amore come qualcosa di bello, qualcosa di puro che valica le barriere e abbatte gli ostacoli, più forte di qualsiasi pregiudizio, più forte di limiti e differenze. A 15 anni pensavo di potere amare e far sentire amata una dolce quarantenne che desiderava tanto un figlio e non riusciva ad averne uno. Gli anni passano, le storie anche e man mano capisci che l’amore è ben diverso dal sogno in cui ti cullavi da ragazzina, che costruire una relazione nel mondo di oggi è ben più difficile del colpo di fulmine che immaginavi, sull’onda di telenovele e drammi vari. L’amore, l’affetto, è oggi surclassato da un qualcosa di fetido, di marcio, che non merita neanche un nome.

Oggi la paura vince sull’amore: la paura di mostrarsi troppo deboli, di perdere qualcuno a noi caro, di lasciarsi andare, rischiare. La paura ha il meglio sulla spontaneità, la paura di restare soli ci spinge a relazionarci anche con persone che non hanno la capacità di entrarci dentro, di capirci fino in fondo. La paura ci impedisce di vivere serenamente, di iniziare una giornata col sorriso sulle labbra. Mille ansie ci attanagliano ed ancora la paura di perdere tutto, di essere messi fuori gioco, di non riuscire a raggiungere i propri obiettivi ci fa incupire cancellando quello stesso sorriso dai nostri volti. Chi non ha paura, oggigiorno? L’undici settembre di nove anni fa il mondo è cambiato, il mondo ha tremato, il mondo oggi ha paura. Del futuro, delle catastrofi naturali, che le vite di tutti noi possano finire improvisamente di quì a due anni.

Cosa si prova sapendo di aver così poco tempo? Io mi sento incapace di fare qualsiasi cosa: nonostante sia impegnata nello studio, nonostante abbia delle persone intorno che mi vogliono bene e che contano su di me, nonostante sia al sicuro finanziariamente e possa condurre una vita dignitosa, nonostante ciò mi sento scivolare in una pozza di acqua scura, in un oceano di melma che mi avvinghia come dotata di vita propria, mi vedo annaspare ed è difficile, così difficile districarsi, così difficile risalire in superficie, così difficile sopravvivere.

Oggi, dopo due anni in città, una stupida distrazione ha avuto la meglio su di me, la maschera di freddezza, controllo e precisione si sta man mano sgretolando. Non so cosa ne verrà fuori. So che sto cambiando. So che una me stessa desiderosa di maggiore libertà di scelta ed espressione si dibatte per essere presa in considerazione. So di non poterla tenere segregata ancora a lungo. So che non sono io a parlare, muovermi, compiere le normali azioni quotidiane che altri mi vedono compiere. è difficile da comprendere, neanch’io capisco, neanch’io so quando la vera me uscira allo scoperto, quando sarà stufa di vedersi defraudare dalla ragazzina timida, la bambina capricciosa che soffoca la sua vera se stessa nell’eterosessualità, nella normalità di una relazione con un bravo ragazzo suo coetaneo. Nulla di più normale, nulla di più semplice per passare inosservata. Ma voglio davvero vivere la mia vita nell’ombra? Quando quest’estate esternavo il fatto di essere lesbica ero serena, non mi raccontavo bugie, ma ho fatto presto a rifugiarmi nuovamente nell’eterosessualità di fronte ad una delle tante delusioni amorose. Scoprire che la ragazza di cui mi ero invaghita non solo non è lesbica ma ha un marito ed aspetta un figlio (argh!) mi è parsa simile ad una randellata di cui subirò le conseguenze per molto tempo. Eppure come smettere di pensarla? A volte è l’unica cosa a tenermi a galla, pensare a lei o ad un’altra, immaginare di stare insieme, immaginare un’altra vita. è in queste occasioni che la vera me stessa viene a galla, è in queste occasioni che perdo o quasi il controllo delle mie azioni, che il mio cervello si scollega ed è il cuore, è Lei a guidare. Una banale dicotomia tra testa e cuore? Chi lo sa, lo scopriremo solo vivendo, come affermano le note parole di una canzone di cui ora non ricordo né titolo né autore. Lo scopriremo vivendo una vita vera. Una vita priva di mensogne. Fatti coraggio Shei. Fatti coraggio e torna a galla. Ho bisogno di te.

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